{"id":13939,"date":"2019-01-01T09:58:33","date_gmt":"2019-01-01T08:58:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.qodeinteractive.com\/bridge5\/?page_id=13939"},"modified":"2019-01-08T00:25:27","modified_gmt":"2019-01-07T23:25:27","slug":"dintorni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/borgoborromeo.it\/main\/dintorni\/","title":{"rendered":"Dintorni"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;73&#8243; padding_bottom=&#8221;70&#8243;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Basilica di S. Antonio<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16757&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221; qode_hover_animation=&#8221;darken&#8221;][vc_column_text]La Basilica del Santo costituisce uno dei maggiori luoghi di culto di Padova ed \u00e8 riconosciuta dalla Santa Sede come Santuario Internazionale della cristianit\u00e0. Lo stile architettonico amalgama elementi romanici, gotici e orientali creando un&#8217;opera maestosa e unica. Vi si possono ammirare opere di Donatello, Giotto, Jacopo da Montagnana, Tiziano Aspetti, Camillo Boito, Giusto De&#8217; Menabuoi e vari altri artisti che insieme hanno arricchito ulteriormente la struttura. Di indiscutibile rilevanza sono l&#8217;arca in marmo verde contenente il corpo del santo, la Cappella delle reliquie con la famosa &#8220;lingua del santo&#8221;, la Cappella della Madonna Mora dalla quale partirono i lavori per la costruzione maggiore e la Cappella del beato Luca Belludi. Completano l&#8217;opere i chiostri, la Scoletta del Santo, la Biblioteca Antoniana e l&#8217;Oratorio di San Giorgio.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Prato della Valle<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16756&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]Detto anche il &#8220;prato senza erba&#8221;, perch\u00e9 un tempo solo lastricato, \u00e8 in realt\u00e0 una delle pi\u00f9 grandi piazze d&#8217;Europa seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. E&#8217; sorto inizialmente come un giardino patrizio poi tramutato in ritrovo commerciale e ricreativo. Fu sede di un vasto teatro (lo Zairo), di un circo di cavalli, di combattimenti, di feste, di gare pubbliche e di mercati vari. Nel 1775 il patrizio Andrea Memmo ne commission\u00f2 i lavori di bonifica. Il &#8220;Pr\u00e0&#8221; venne abbellito con una canaletta delimitata da ben 78 statue raffiguranti vari personaggi rilevanti per la citt\u00e0 patavina tra i quali anche lo stesso committente da cui la zona formatasi prese il nome (Isola Memmia).[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Cappella degli Scrovegni<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16758&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]La cappella fu voluta da Enrico Scrovegni il cui sarcofago risiede nel presbiterio dell&#8217;unico ambiente che costituisce la struttura. L&#8217; architetto non \u00e8 noto anche se si crede possa essere il pittore fiorentino Giotto a cui fu commissionato l&#8217;abbellimento pittorico della superficie interna. Gli affreschi di Giotto rappresentano sequenze tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento con raffigurazioni realistiche e allegoriche che lo consacrano come primo pittore moderno. Sono presenti anche le statue in marmo create da Andriolo De Santi e le Madonne del latte dipinte da Giusto De&#8217; Menabuoi. La Cappella si trova all&#8217;interno dei Giardini pubblici dell&#8217;Arena che ospitano anche i Musei Civici e la Chiesa degli Eremitani oltre ai resti del Bastione e dell&#8217;antico teatro romano risalente al 70 d.C.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;15px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;73&#8243; padding_bottom=&#8221;70&#8243;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Palazzo della Ragione<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16754&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]Il Sal\u00f2n o Palazzo della Ragione fu innalzato a partire dal 1218 all&#8217;epoca dei Comuni e si trova tra piazza delle Erbe e piazza della Frutta. Il Palazzo fu l&#8217;antica sede dei tribunali cittadini di Padova ed \u00e8 una delle pi\u00f9 ampie sale pensili in Europa. Nei primi del trecento Giotto ne affresc\u00f2 le pareti poi distrutte nell&#8217;incendio del 1420. Gli affreschi furono ripristinati da vari pittori seguendo gli studi di Pietro D&#8217;Abano e rappresentano un ciclo astrologico medievale suddiviso in 333 riquadri su 3 fasce sovrapposte raffiguranti animali, a volte immaginari, figure religiose e scene allegoriche. Sono di notevole interesse anche la forma di nave capovolta e la pianta irregolare dell&#8217;edificio oltre al sottosalone che ospita prelibatezze culinarie locali e da tutta Italia.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Orto botanico<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16752&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]L&#8217;Orto Botanico di Padova nacque nel 1545 su desiderio di Francesco Bonafede, professore di &#8220;lettura dei semplici&#8221;, ossia dei medicamenti forniti dalla natura. E&#8217; il pi\u00f9 antico orto botanico universitario esistente e tutelato dall&#8217;Unesco dal 1997. Fu istituito per evitare comuni errori nel riconoscimento delle erbe medicinali\u00a0ai danni della salute pubblica. Ad oggi si avvale di circa 6000 specie di piante autoctone e indigene tra le quali anche la famosa palma di San Pietro che fu ribattezzata in onore del poeta naturalista Goethe. Di recente l&#8217;orto \u00e8 stato ampliato creando le cinque serre in vetro e acciaio del &#8220;Giardino delle biodiversit\u00e0&#8221; con oltre 1300 piante rare suddivise in vari microclimi.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Caff\u00e8 Pedrocchi<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16755&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]Il &#8220;caff\u00e8 senza porte&#8221;, nomea storica del Caff\u00e8 Pedrocchi dovuta al fatto che rimase aperto a tutte le ore dall&#8217;inaugurazione nel 1831 fino al 1916,\u00a0 \u00e8 un simbolo di prestigio per la citt\u00e0 di Padova. Antonio Pedrocchi commission\u00f2 i lavori di ampliamento del caff\u00e8 originario all&#8217;architetto veneziano Giuseppe Jappelli. Il Caff\u00e8 appare una coesione tra lo stile neoclassico e quello gotico veneziano con dettagli esotici. Particolari i 4 leoni all&#8217;esterno nord scolpiti da Giuseppe Petrelli. La storia narra che i clienti potessero sedere ai tavoli anche senza ordinare gi\u00e0 solo per leggere libri o giornali e che le donne ricevessero in dono dei fiori. Inusuale anche il fatto che in caso di pioggia, il Caff\u00e8 prestasse anche un ombrello![\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;15px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;73&#8243; padding_bottom=&#8221;70&#8243;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Museo la Specola<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16760&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]La Torlonga, ora Museo La Specola, risale almeno al X secolo d.C. e fu una delle due torri di avvistamento del Castello del tiranno Ezzelino II da Romano, utilizzata anche come prigione e luogo di tortura. Fu l&#8217;abate Giuseppe Toaldo, professore di Astronomia, unitamente all&#8217;architetto Domenico Cerato, a scegliere la torre come struttura ideale per essere trasformata in &#8220;specula&#8221;, ossia osservatorio, che svolse il suo ruolo significativo per gli studi astronomici dal 1777 al 1942 quando, a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento luminoso della citt\u00e0, la sede dell&#8217;Osservatorio Astrofisico fu spostata ad Asiago. Attualmente la Specola conserva molti importanti strumenti utilizzati in passato.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Giardino Storico di Valsanzibio<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16761&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]A Galzignano Terme si trova Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, considerata &#8220;La Perla dei Colli Euganei&#8221; o &#8220;Piccola Versailles&#8221; per il monumentale giardino voluto dal Cardinale Gregorio Barbarigo. Egli cre\u00f2 un percorso di salvificazione tramite ruscelli, cascate, fontane, scherzi d&#8217;acqua e innumerevoli alberi ed arbusti pluricentenari distribuiti in oltre 10 ettari di superficie. Sono famosi il labirinto di bosso, la Grotta dell&#8217;Eremita, l&#8217;Isola dei Conigli e il Monumento al Tempo. Il Giardino \u00e8 tutt&#8217;oggi un eccezionale esempio di stile barocco e di simbolismo.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Palazzo del Bo<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16753&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]Dal 1493 la sede storica dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Padova \u00e8 sita al Palazzo del Bo tra il Caff\u00e8 Pedrocchi e Palazzo Moroni. L&#8217;Ateneo comprende attualmente il Cortile Nuovo edificato sull&#8217;Antico (con la torre medioevale dell&#8217;orologio), l&#8217;Aula Magna (con il prezioso soffitto affrescato dal Carlini), le Sale di Lauree di Legge e Medicina, un Teatro Anatomico (primo in Europa), la Sala dei Quaranta (con la cattedra da cui Galileo Galilei avrebbe insegnato matematica e fisica), La Basilica e il Rettorato. Gli Appartamenti del Rettore si raggiungono tramite la Scala del Sapere con gli scalini in marmi policromi e gli affreschi del progettista Gi\u00f2 Ponti, passando la statua del Palinuro di Arturo Martini\u00a0\u00a0si accede al Circolo dei Professori. La Sala di Lettura fornita di un grande tavolo con divano e poltrone si connette alla Sala da Pranzo attigua alla cucina e alla Sala del Caminetto, creata per l&#8217;intrattenimento di piccoli gruppi.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;15px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;73&#8243; padding_bottom=&#8221;70&#8243;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Abano Terme e Montegrotto Terme<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16759&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]La storia delle localit\u00e0 termali di Abano, Montegrotto e Battaglia, situate a pochi chilometri da Padova e a ridosso dei Colli Euganei, risale a parecchi secoli prima di Cristo. La zona della pianura ad oriente dei colli fu dapprima popolata dagli Euganei e caratterizzata da sorgenti d&#8217;acqua formanti piccoli laghi fumanti dall&#8217;odore pungente di zolfo. Con l&#8217;avvento dei Veneti cominciarono a fiorire il commercio, l&#8217;allevamento, l&#8217;artigianato e sorse Aponos, l&#8217;attuale AbanoTerme. Il nome latino richiama il potere curativo dell&#8217;acqua e dei fanghi ed \u00e8 legato al culto del dio Aponos stesso per il quale sorse almeno un santuario. Furono i patavini romanizzati a far divenire la zona una rinomata stazione turistico-curativa non solo legata alla sfera religiosa bens\u00ec anche al puro relax (otia baina) o addirittura alla libert\u00e0 dei costumi (mos baianum). Simile storia ebbero Montegrotto Terme, che conserva molti resti archeologici del periodo romano giulio-claudio, e Battaglia Terme, il pi\u00f9 piccolo comune del padovano, che mantiene l&#8217;unica grotta termale naturale dell&#8217;area, visitata da De Montaigne e Stendhal.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Colli Euganei<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16751&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]I Colli Euganei sono il poderoso risultato di fenomeni vulcanici avvenuti oltre 40 milioni di anni fa. Le loro forme coniche si stagliano inaspettatamente nel cuore della pianura padano-veneta creando paesaggi meravigliosi e un sicuro punto di riferimento geografico fin dalle migrazioni del passato. Durante il Medioevo il contesto naturalistico cominci\u00f2 ad arricchirsi con monasteri, castelli, leggende, pittoreschi borghi e fu anche culla della parlata pavana tipica delle commedie del Ruzzante. Ricchi di percorsi per amanti del trekking, Le eccellenze enogastronomiche euganee completano un quadro molto appagante e stimolante per il turismo.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Venezia<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;16750&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_text]Venezia fu il cuore della Serenissima Repubblica ed \u00e8 la citt\u00e0 capoluogo del Veneto. Impossibile citare tutta la meraviglia sita nel suo territorio ma volendo cominciare dal pi\u00f9 comune si pu\u00f2 attraversare in vaporetto o in gondola parte del famoso Canal Grande (&#8220;Canalaso&#8221;), che attraversa la citt\u00e0 per 3800 metri, e omaggiare in primis la maestosa Piazza San Marco con la Basilica dai manufatti orientali, i 99 metri di Campanile (&#8220;el par\u00f2n de casa&#8221;) ricostruito ad hoc dopo il crollo del 1902 e il Palazzo Ducale, emblema del gotico-veneziano che fu sede del Doge di Venezia. Al Palazzo Venier dei Leoni trovano invece spazio permanente artisti come Picasso, Kandinsky, Magritte, De Chirico, Dal\u00ec le cui opere rientrano nella collezione di Marguerite &#8220;Peggy&#8221; Guggenheim. Tra i 417 ponti presenti uno dei pi\u00f9 rinomati \u00e8 il Rialto che fu soggetto di sonetti, quadri, film e spettacoli. Da visitare anche il primo ghetto ebraico al mondo, Calle Varisco con i soli 53 centimetri di larghezza e il Museo del vetro di Murano.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; down=&#8221;39&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;73&#8243; padding_bottom=&#8221;70&#8243;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text] Basilica di S. 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